La Chiesa di San Nicola di Bari


Probabilmente costruita sulle spoglie di una preesistente chiesa, l’attuale impianto risale al XVII sec. ed è frutto dell’intervento barocco . La facciata principale, che dà su via Borgonuovo, è a due ordini scanditi orizzontalmente da una trabeazione aggettante. Il primo ordine è suddiviso in tre campate da due lesene ioniche; in quella mediana, più ampia, vi è un portale inquadrato da lesene con capitelli compositi e sormontato da un timpano semicircolare spezzato (in cui è inserito uno stemma in pietra calcarea intarsiata) che accoglie il notevole portone in legno (XVIII secolo) in parte rivestito da lamina di rame mentre in quelle laterali si aprono due finestroni semicircolari. L’Ordine superiore, costituito da una sola campata centrale, racchiude due finestroni ornati da lesene ai lati e sormontati da cornici semicircolari, in posizione sfalsata rispetto al portale inferiore. A raccordare gli ordini concorrono ai lati due graziose volute a forma sinusoidale che nascondono il tetto spiovente delle navate laterali. Il tutto si conclude con un timpano triangolare classico con al centro un oculo.

L’interno è a tre navate, di cui quella centrale più alta, scandite da pilastri ornati da paraste e capitelli ionici ed archi a tutto sesto. Oltre l’ampio transetto si apre la parte absidale terminale con il coro centrale, che accoglie l’altare maggiore, e le adiacenti cappelle che concludono le navate laterali. L’altare maggiore risalente al 1717 (datazione riportata sotto il braccio di una torcia marmorea, dedicato alla SS. Annunziata, è di estrema eleganza e raffinatezza; in marmi policromi nei colori giallo di Siena, rosso antico e verde serpentina e finemente decorato con gioco di intarsi e sculture, è racchiuso agli stipiti da due volute.

Il paliotto si eleva su tre gradini ed è decorato con graziose volute fogliate ai lati con al centro cornice mistilinea che racchiude una croce fitomorfa. La mensa è sormontata da un dossale a due gradini sobriamente intarsiati con all’estremità due volute reggicandelabro. Il ciborio è decorato da volute fogliate e porticina in argento. Il baldacchino che sormonta l’altare è costituito da due colonne marmoree in stile composito che sorreggono un timpano semicircolare spezzato raffigurante l’occhio di Dio, con al centro, racchiuso in una cornice marmorea con volute e cartocci e due cherubini in alto, una copia del dipinto della SS. Annunziata apposto di recente in sostituzione dell’originale dipinto su tavola della prima metà del XV secolo, restaurato e di prossima ricollocazione.

A completare l’impianto architettonico due grandi angeli in cartapesta del 1700 che reggono ciascuno un candelabro. L’altare è racchiuso da una splendida balaustra marmorea riccamente decorata con tarsie di marmi policromi e pietre dure. Ai lati della composizione due statue in legno d’ulivo (XVII secolo) raffiguranti l’una S. Pietro che regge nella mano sinistra un libro e nella destra le chiavi e l’altra S. Paolo che nella mano destra tiene una spada (mancante) e nella sinistra un libro. Dietro l’altare maggiore e lungo le pareti absidali perimetrali si sviluppa il coro ligneo settecentesco con i seggi scanditi da colonne tortili finemente scolpite. Nella parte superiore vi è a destra il quadro del Sacro Cuore (olio su tela del 1937) di Egidio Ducillo, al centro il quadro dell’Immacolata (olio su tela del 1700) di Michele Ricciardi e a sinistra il quadro della Deposizione (olio su lamina di rame del 1882) di M. Lenzi.

Ai lati del transetto due altari marmorei di pregevole fattura del XVII secolo, sormontati da macchine d’altare in legno scolpito, dalla scenografica e spettacolare composizione architettonica. Simili nella manifattura, gli altari sono in marmi policromi nei colori giallo, rosso antico, verde serpentina e rosso marezzato bianco e finemente decorato con gioco di intarsi e sculture. I paliotti centrali si elevano su due gradini e sono decorati con graziose volute fogliate ai lati con al centro cornice mistilinea che racchiude una croce fitomorfa. Le mense sono a due gradi sobriamente intarsiati. I cibori decorati da volute a festoni. Ai capialtari graziosi cherubini.

Differenti nell’architettura le macchine d’altare. Quella sovrastante l’altare dedicato alla Madonna del Rosario (lato sx) è costituita da due colonne corinzie che sorreggono una trabeazione con cornice aggettante sormontata da un dipinto raffigurante il Padre Eterno. Al centro della composizione, incorniciato dai dipinti su tavola raffiguranti i 15 misteri, il dipinto di Antonio Fusco raffigurante la Madonna con i Santi Domenicani, olio su tavola datato 1579.

Quella sovrastante l’altare dedicato alla Madonna di Costantinopoli ha una lavorazione più sobria delle due colonne ai lati e termina con una cimasa ad arco spezzato con semilunette dipinte e raffiguranti a sinistra l’Angelo e a destra la Madonna; al centroil dipinto olio su tela della prima metà del XVII secolo ad opera del famoso pittore fiorentino Giovanni Balducci, raffigurante la Madonna con il Bambino, S. Carlo Borromeo e S. Nicola di Bari. Come riferito dai restauratori dell’opera è il primo ritratto di Carlo Borromeo da santo.
Nelle cappelle laterali dell’altare maggiore si trovano:

– a sx altare dedicato alla Madonna Addolorata con Gesù morto con le rispettive statue databili al 1700 ;

– a dx altare moderno dedicato a S. Nicola di Bari, patrono della Parrocchia, su cui poggia il busto in argento del Santo datato 1795; ai lati la predella di pala d’altare ” La Maestà” (olio su tavola medievale) autore ignoto e il mestoso dipinto olio su tela datato 1737 raffigurante “L’Assunzione e Santi” dell’autore Eugenio Vegliante. Nelle navate laterali vi sono latri sei altari marmoreiognuno sormontato da un’edicola in stucco, costituita da lesene e capitelli di ordine composito che sorreggono un arco semicircolare spezzato, che incornicia le statue o i dipinti dei santi venerati quali:

Navata dx:

– la Madonna del Carmelo (nella nicchia la statua della venerata in legno di ulivo, tronco pieno, del 1600 con il bambino in braccio anch’esso in legno di ulivo ma del 1400);
– S. Colomba di Sens v. e m., del IV secolo, con le reliquie donate dalla S. Sede nel 1600 (nella nicchia la statua );
– la Madonna del Buon Consiglio (al centro il dipinto olio su tela del 1700 raffigurante la venerata con S. Biagio e S. Antonio Abate, di autore ignoto).

Navata sx:
– altare dedicato a S. Antonio di Padova (nella nicchia la statua del 1800);
– altare dedicato a S. Rocco (nella nicchia la statua del 1800);
– altare dedicato a S. Lucia (nella nicchia la statua del 1600).

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