Museo Civico di Summonte
 
 
Fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale, questo primo stralcio di un più ampio progetto museale - denominato Submontis Medievalia - legato all’armamento utilizzato dalla guarnigione del fortilizio tra la fine del XV sec. ed i primissimi anni del secolo successivo, ha sede nelle sale del Castello esterne alla torre principale.
La ricostruzione del corpo di guardia si pone come primo passo nell’allestimento di un percorso inerente la storia del castello e del territorio circostante. Percorso dalla forte prerogativa didattica esso dà la possibilità al visitatore di vedere da vicino e toccare con mano la Storia.
L’attuale esposizione, frutto di approfondimenti iconografici, oplologici, bibliografici ed archivistici, si pone come un’ipotetica ricostruzione di come potesse essere il corpo di guardia del castello in un momento di grande transizione e crisi militare dovuta alle guerre d’Italia iniziate nel 1494 con la calata nel Regno di Napoli del Re francese Carlo VIII.
Il percorso espositivo ha inizio, nella prima sala, con la ricostruzione di un tavolo su cui è inciso il gioco della “tria” e su cui sono posizionati alcuni manufatti ceramici, dei dadi da gioco ed un elmo utilizzato dai fanti – detta celata. La ricostruzione del tavolo è significativa poiché riproduce, seppur parzialmente, la noia ed il lento scorrere del tempo durante i turni di guardia al Castello.
Sul muro, a fianco del camino è collocata una rastrelliera su cui sono collocate delle armi in asta e precisamente  un coltello da guerra e due falcioni.
Dall’esame dei documenti relativi agli antichi arsenali si comprende l’ampio utilizzo di armi d’asta, ben riportato nei documenti che testimoniano che ai fanti vengono consegnate: «ronche» (ronconi), «falze» (falcioni), «partesane» di due tipologie «da sorta» e «bastarde», «lanze da fante a pede» molte delle quali con la dicitura «con li ferri arrampinati» , «lanze longhe», «forconj» definiti «indiavolati» e «mazze de fero immanegate» oltre e martelli d’arme e azze. Verso la fine del XV secolo fanno la loro comparsa anche armi di provenienza centroeuropea come: alabarde, vogue e couse.
 
Il percorso continua con la ricostruzione di un fante della guarnigione del Castello di Summonte. Il soldato in questione è vestito con un farsetto di panno e seta e di un paio di calzebrache di panno rosso su cui è appuntato uno scudetto araldico, ai piedi indossa un paio di scarpe alte sino alla caviglia. L’armamento offensivo di questa figura è costituito da un pugnale “ ad orecchie” a da un roncone. La difesa del capo è affidata ad una celata “alla veneziana” . Oltre alla celata, il fante indossa un petto a difesa del busto ed un paio di manopole a mittene a protezione di mani e polsi.
La visita al corpo di guardia continua con un display in cui sono esposte le armi in uso ad un balestriere del 1495: si tratta di un giaco di maglia di ferro, un cappello d’armi, una balestra manesca con la sua leva di caricamento ed un turcasso in cui sono contenuti i verrettoni.
I documenti ci confermano che ai tiratori erano affidate balestre di diversi tipi con i loro attrezzi per il caricamento, «mulinellj» e «cinti», tra i quali alcuni fatti alla genovese e molti «vertunj» che erano «impenati» de carta, di pergamena e «ferati a sagite», «a tondaine» oppure «picolj».
Il percorso è supportato da un pannello sinottico dal titolo “La guerra d’assedio nel Medioevo”.
L’allestimento della seconda sala è costituito dalla ricostruzione di due rastrelliere tratte da due importanti riferimenti iconografici. La prima, posta sul lato sinistro, riproduce l’Arsenale di Innsbruck illustrato da J. Kolderer nel 1507, e contiene una rapsodia di armi in asta; prevalentemente kouse ed alabarde. Sul lato opposto è collocata una rastrelliera ispirata dall’affresco del Corpo di guardia del Castello di Issogne realizzato tra il 1489 ed il1502.
Ad essa sono appesi diversi apparati offensivi e difensivi; una rotella dipinta con impresa imperiale ed un targone dipinto con l’arma degli Aragona, un archibugio con il meccanismo di accensione a serpe ed il suo corno per la polvere, due calate da fante, due testiera da cavallo, un petto con falde, una scarsella, un paio di scarpe ed uno spadone a due mani adatto a troncare le aste delle armi in asta. Il percorso è supportato da due pannelli sinottici relativi all’armeria del Castello di Summonte.
Concludendo, la visita al castello di Summonte resta una meta di grande interesse storico che permette di avvicinare i giovani alla propria storia per non dimenticare chi e che cosa eravamo e soprattutto DARE UN FUTURO AL NOSTRO PASSATO.